Area Articoli

[ Cerca ]

Dizionario del Western all’Italiana
Dizionario del Western all'Italiana
di Marco Giusti




Durante la lavorazione in Spagna di Il mio nome è Shangai Joe (1973),  quando era il momento di pagare i gitani che avevano fatto da peones nelle riprese effettuate in Almería, succede che, a causa di uno sciopero dei bancari a Roma, non arrivano i soldi per pagare i figuranti. A questo punto il regista Mario Caiano resta là in albergo, come in ostaggio, mentre Bessi, il direttore di produzione, va a Madrid, avendo ricevuto l’ordine di non muoversi dal residence, dove in un modo o nell’altro (così gli venne garantito), i soldi sarebbero stati recapitati in breve tempo. Bessi (notare che in alcuni dialetti del Settentrione il vocabolo significa “soldi”...) obbedisce e dopo un po’ di attesa, finalmente, un cameriere gli porta in camera un busto di gesso alto mezzo metro. Deduce che dentro ci stanno i soldi e lo spacca. Dentro, però, non c’è nulla. Sùbito dopo torna il cameriere per ritirare il busto: aveva sbagliato camera.
Sapere che di fatti come questi ne vengono narrati a bizzeffe, rende già il Dizionario del western all’italiana di Marco Giusti un‘opera che l’appassionato di cinema italiano di genere (per quanto inesperto di spaghetti, come chi scrive queste righe) non può mancare. Poi potrà approcciare il libro come vuole. Potrà leggere il completissimo saggio introduttivo, che Giusti condisce, come di consueto, con riferimenti autobiografici [“Da piccolo (...) avevo due desideri. Diventare sceriffo e sposare Gianna Maria Canale”] e consultare le voci dei singoli film solo all’occorrenza.
Potrà saltare l’introduzione, scorrere i titoli dei film e fermarsi a leggere delle pellicole che ha già visto o che programma di vedere.
Potrà saltellare qua e là, cercando nei cast i propri attori di culto (un’avvertenza: non stupitevi se trovate decine e decine di presenze di Ivan G. Scratuglia, noto anche come Ivan Scrat - era un attore onnipresente, in quota c.s.c., negli Anni Sessanta).
Potrà anche scoprire che ci sono stati molti western turchi, uno in coproduzione Italia-Filippine e uno, addirittura, Italia-Liechtenstein. E come dimenticare quello in coproduzione Germania Est-Mongolia?
Potrà vedersi rivelato dove sono stati girati molti film (Almería, villaggi spagnoli, dintorni di Roma, cascate di Monte Gelato e via dicendo). Potrà, insomma, divertirsi un mondo nello scorrere un’opera che non solo parla dei film, ma anche della vita dei film (un solo esempio: la genesi di Giù la testa, con Leone che manda via Bogdanovich, ipotetico regista del film,  “in classe turistica”, sotto la lapidaria sentenza “È uno stronzo”...). E potrà anche segnarsi i film da vedere, che magari hanno avuto meno successo del previsto, ma che contengono alcune cose che sono imperdibili. Giusti mi ha indotto a vedere Il grande duello e posso confermare che, pur con le sue imperfezioni, è un film che va assolutamente visto, certo non solo perché la musica di Bacalov è stata ripresa da Tarantino in Kill Bill vol. 1.
Un’opera, per farla breve, che non piacerà solo a chi ama il western di Cinecittà (e molte altre zone del Lazio), ma  a tutti coloro che amano il cinema italiano. E se siete abbastanza grandi da avere visto Carosello, impazzirete nel leggere l’appendice dedicata ai Caroselli Western, con Carmencita, Gringo, Miguel son mi...
Buona lettura.


                                                                                                                 Buono Legnani
Giudizio Voti: 0 - Media:

Inserisci un commento Vota
Commenti


Utenti totali presenti nella sezione Articoli: 3 (0 Utenti Registrati 3 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti visibili sono:


MKPReviews ©2004-2005 All rights reserved
 
 


MKPortal M1.1 Rc1 ©2003-2005 All rights reserved
Powered for Non Solo Trash.Please read the Disclaimer.
Pagina generata in 0.2388 secondi con 14 query

eXTReMe Tracker