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La Poliziotta A New York
LA POLIZIOTTA A NEW YORK

Sullo sfondo di New York, la bella Gianna Amicucci e l’imbranato Alvaro Tarallo, sosia di una coppia di spacciatori, vengono ingaggiati da un inconcludente agente dell’FBI per stroncare il traffico di droga. Terzo e inutile episodio di una trilogia firmata da Michele Massimo Tarantini.

Titolo: La poliziotta a New York
Anno: 1981
Durata: 91 min.
Regia: Michele Massimo Tarantini
Soggetto: Luciano Martino, Francesco Milizia
Sceneggiatura: Michele Massimo Tarantini, Jean Luis, Francesco Milizia, Alberto Silvestri
Produzione: Nuova Dania Cinematografica, Medusa
Distribuzione: Medusa

Cast
Edwige Fenech - Gianna Amicucci/Pupa
Alvaro Vitali - Alvaro Tarallo/Dodiciomicidi
Renzo Montagnani - Maccarone
Giacomo Rizzo - Il Turco
Aldo Maccione - Big John
Edith Peters - la cameriera
Fidel Bauna - Gedeone


TRAMA
Per incastrare il boss della droga Big John (Aldo Maccione), il sergente Maccarone (Renzo Montagnani) dell’FBI chiede in prestito ai colleghi italiani l’utilizzo degli agenti Gianna Amicucci (Edwige Fenech) e Alvaro Tarallo (Alvaro Vitali). I due, infatti, somigliano come gocce d’acqua a Pupa, la donna di Big John, ed a Dodiciomicidi, la sua guardia del corpo.
Il piano di Maccarone prevede la sostituzione dei due con i poliziotti in modo che una volta infiltrati nell’organizzazione di Big John possano reperire le prove per incastrarlo.
La presentazione della supercoppia di sbirri è quanto mai disastrosa. Infatti, mentre Maccarone sta terminando di esporre il suo piano, giungono a tutta velocità a bordo di un’auto della polizia zeppa di galline e finiscono con lo schiantarsi contro la macchina dell’americano. Nel parapiglia che ne segue volano tanti di quei ceffoni che lo stesso Maccarone, frastornato da una pizza in faccia ricevuta dalla Amicucci, crede di avere davanti gli originali Pupa e Dodiciomicidi. A questo punto il piano può dirsi perfetto!
Nel frattempo a New York troviamo Big John che va a far visita al Turco (Giacomo Rizzo), un boss della droga con il quale è in guerra da parecchio tempo. Lo scopo dell’incontro è infatti quello di proporre una tregua ma i due boss non riescono a trovare un accordo. Anzi, il Turco ordina ai suoi uomini di eliminare Pupa.
Finalmente Gianna e Tarallo giungono nella Grande Mela e lo scambio di persona può avvenire. Così, durante il consueto jogging di Pupa e Dodiciomicidi, i nostri, coadiuvati da Maccarone, prendono il posto della coppia, e senza neppure rendersi conto di essere scampati a un tentativo di omicidio da parte degli uomini del Turco, sono pronti a infiltrarsi nella banda di Big John.
Giunti nella villa del boss, per i nostri iniziano i guai. Mentre Tarallo scopre che il suo sosia è fidanzato con Gedeone (Fidel Bauna), un nero con vestaglia leopardata che lo attende nel letto matrimoniale, a Gianna tocca tenere a freno un Big John particolarmente eccitato. Messo fuori gioco il focoso partner grazie a una provvidenziale sbornia, la poliziotta e Tarallo sono pronti a cercare le prove per incastrare Big John. Prove che suppongono di trovare nella cassaforte e mentre stanno rovistando tra le carte contenute nel forziere, vengono sorpresi da Mamy (Edith Peters) la cameriera di Big John che fin dall’inizio aveva sospettato che Gianna non fosse la vera Pupa. Il buon cuore della cameriera però impedisce a quest’ultima di tradire la coppia di poliziotti a patto che riescano a far arrestare Big John, reo del fatto di maltrattare Pupa.
La caccia alle prove ha buon esito, infatti viene trovato un documento che permetterebbe a Big John di incastrare addirittura il Turco ed a questo punto, dopo aver immortalato il tutto con delle fotografie, Gianna decide di tentare il colpo grosso, ovvero far arrestare entrambi i boss.
Intanto, per siglare la pace, il Turco offre un incontro chiarificatore a Big John. In realtà si tratta di una trappola ma Big John, che ha sentito puzza di bruciato, decide di approfittare della proposta del nemico con l’intenzione di rendergli pan per focaccia. Il piano di Big John prevede di invitare a pranzo il Turco e di propinargli una pizza avvelenata. Messo sull’avviso da Gianna, all’appuntamento giunge anche Maccarone, vestito da arabo, ma durante un summit dei tre sbirri tenuto nel bagno del locale, sopraggiunge Gedeone che credendo che Tarallo lo stia tradendo con Maccarone, manda all’aria il piano dei nostri. Nel putiferio che ne consegue tra le gang rivali, Gianna viene rapita dagli uomini del Turco. Quest’ultimo vorrebbe eliminarla ma finisce ammaliato dal fascino della donna. A risolvere la situazione arriva Mamy ed a forza di cazzotti le due donne riescono a fuggire dalle grinfie dei gangsters. Per incastrare i boss occorre però il rullino contenente le prove, rullino che è andato perduto nella casa del Turco. Sicchè Gianna è costretta a tornare sui propri passi e dichiarare amore eterno al Turco, confidandogli anche che Big John è in procinto di fuggire a bordo di un aereo pieno di droga. La stessa cosa Gianna la racconta più tardi a Big John, inducendolo in tal modo a tentare di fregare il Turco.
All’appuntamento con l’aereo ci sono tutti: Big John, il Turco e i loro rispettivi uomini, tutti nascosti all’interno dell’aereo. Gianna consegna il rullino a Maccarone e insieme a Tarallo si imbarca sull’aereo improvvisandosi pilota, in attesa dell’esito dello sviluppo delle fotografie. A bordo dell’aereo scoppia il finimondo, Gianna e Tarallo vengono smascherati e infuria la battaglia tra i boss. Nel mezzo della rissa, Tarallo vola addirittura fuori dall’aereo, riuscendo miracolosamente ad aggrapparsi all’ala. Segue atterraggio di fortuna per mancanza di carburante e ad attendere la comitiva c’è anche il capo della polizia con le fotografie appena sviluppate. Peccato però che siano tutte sfuocate… i boss già se la ridono perché mancano le prove della loro colpevolezza ma a risolvere la situazione arriva Tarallo con le fotografie, questa volta nitide, di un secondo rullino che aveva scattato in casa di Big John. Vista la mala parata, Big John e il Turco fuggono in auto ma dopo un rocambolesco inseguimento vengono finalmente arrestati.


ANEDDOTI E CRITICHE
Cast stellare, visto il genere di film, che vede riuniti molti dei volti noti che all’epoca bazzicavano nei cosiddetti film pecorecci all’italiana. Nonostante questo, però, il film non riesce a superare la soglia dell’insufficienza prima di avviarsi stancamente verso lo scontato finale. Non basta Alvaro Vitali, in attesa di sfondare con i “Pierini” di lì a venire, non basta Renzo Montagnani nel ruolo del maccheronico poliziotto americano esperto di travestimenti (“Um-bam-baio um-bam-baio” recita nella sequenza che lo vede indossare gli abiti di un pellirossa. Al che Alvaro Vitali risponde “Io me squaio!”), e non basta neppure un’Edwige Fenech castigatissima che non esibisce neanche una tetta o una sequenza sotto la doccia… L’unica cosa per cui il film si ricorda sono i movimentati inseguimenti e le scazzottate che vedono protagonista una Fenech che mena come un lottatore di kick-boxing.
La poliziotta a New York è dunque lo stanco epilogo di una trilogia iniziata con La poliziotta fa carriera e proseguito con La poliziotta della squadra buoncostume, tutti e tre diretti da Michele Massimo Tarantini, regista legato a film con protagoniste dottoresse, liceali e insegnanti (La professoressa di scienze naturali, L’insegnante al mare con tutta la classe, La dottoressa ci sta col colonnello, sono alcuni titoli della filmografia).
La Fenech ha sempre interpretato il ruolo di Gianna Amicucci, anche se nel secondo episodio il nome è stato cambiato in Gianna D’Amico. La trilogia si può definire un spin-off del film La poliziotta girato nel 1974 da Steno e interpretato da Mariangela Melato.
In commercio esiste un cofanetto contenente tutti e tre i DVD.

                                                                                          
                                                                                           Roberto Beccalli

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